[UNO PIU’ UNO E’ DIVERSO DA DUE]

Le Piante Officinali e come si usano, spiegate ai bambini delle elementari.

Uno più uno è diverso da due.
Nel mondo delle Piante Officinali, i vari princìpi attivi contenuti nella “droga” agiscono potenziandosi l’un l’altro. Oggi ti spiego il meraviglioso “sinergismo d’azione” come l’ho proposto ai bambini di una quarta elementare.

“Da grande farò l’Erborista”.

Così Gaja, 9 anni, mormora mentre mette a posto i suoi appunti dopo una mia lezione sulle Piante Officinali.

Siamo in quarta elementare, i bambini sono attenti e vivaci, intervengono in maniera pertinente, e a volte sorprendente.

Come quando hanno annusato l’Ortica secca e hanno avuto sentore di cioccolato fondente! Eh sì, perché l’odore “erbaceo” dell’Ortica può ricordare il gusto del cacao crudo!

Ero lì per spiegare che le bustine di Camomilla non crescono sugli alberi, e che le rotelle di Liquirizia provengono da radici brutte e amarognole…

Entrando in classe con buste piene di erbe fresche e secche, ai loro occhi sembro una strega uscita da una fiaba.

Del resto, nell’immaginario comune chi era l’Erborista? Di solito un’emarginata che viveva in campagna e che curava con tisane, impacchi e altri metodi “antichi”.

E invece no: per questi monelli l’erborista è una persona che vende le Piante Officinali e che le ha studiate. Quindi nel concetto moderno di erborista, le nuove generazioni sono perfettamente allineate. Ma cosa c’era prima? Come nasce questa figura?

Anticamente, l’Erborista era il conoscitore, l’esperto delle Erbe, colui o colei che nel tempo balsamico, cioè quando la pianta aveva raggiunto la giusta maturazione, la raccoglieva e la essiccava seguendo un preciso rituale. 

La conoscenza delle erbe curative veniva tramandata di generazione in generazione, affinché una pianta velenosa non venisse confusa con una benefica e le ricette efficaci fossero gelosamente custodite.

L‘Erborista consigliava rimedi naturali per la cura di ogni malanno, ed era tenuto in grande considerazione.

Nel tempo, il metodo empirico dell’Erborista fu sostituito da quello scientifico: il medico faceva la diagnosi e spediva il malato dallo speziale (l’antico farmacista), il quale a sua volta si rivolgeva all’Erborista per la materia prima, cioè le Erbe Curative, sostituite oggi dai farmaci.

Quando la scienza prese il sopravvento, infatti, rinnegò le sue origini “naturali“, e tutto diventò sintetico e industriale.

Ma l’Erborista non rinunciò mai al suo vissuto e ne fece una professione, riconosciuta nel 1931 con il Regio Decreto n 99, tuttora in vigore!

Questo “ritaglio storico”, serve a spiegare alle nuove generazioni da dove viene la medicina, e dove sta tornando.

Sai perché le Piante Officinali si chiamano così? La parola Officina viene dal latino, e indica il laboratorio dove si trasformavano le erbe curative facendone succhi, estratti o miscele.

La categoria delle Piante Officinali comprende quelle aromatiche, quelle medicinali e quelle da profumo, secondo la definizione della Legge sull’Erboristeria del 1931 che puoi approfondire qui—> http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/allegati/l_99_1931.pdf

Sai cos’è la droga? La droga, è la parte della pianta usata a scopo benefico, ed è quella che contiene la maggior parte dei Princìpi Attivi.

E cos’è un principio attivo, lo sai? Il principio attivo è la sostanza efficace racchiusa nel seme, nella radice, nel frutto, nella corteccia, nella foglia o nel fiore della nostra Pianta Officinale. E’ la sostanza che è stata copiata, sintetizzata e concentrata dall’industria farmaceutica e che oggi chiamiamo “farmaco”.

Ogni pianta medicinale è stata studiata e sperimentata e oggi sappiamo che la particolarità di ognuna sta nel suo mix di principi attivi, decisamente unico. Qui sta la potenza e la delicatezza del vegetale rispetto al sintetico. Ti faccio un esempio.

Conosci l’acido acetil salicilico? E’ il principio attivo dell’Aspirina. La molecola è prodotta chimicamente (sintetizzata) in laboratorio, ma i suoi “genitori” sono la Spirea Ulmaria e il Salice, che contengono rispettivamente l’Acido Salicilico e la Salicina.

Utilizzato nella versione vegetale, il principio attivo contenuto nelle 2 piante non ha azione “gastrolesiva” come nel caso del farmaco, e sai perché?

Perché nel meraviglioso mondo della Natura tutto ha un senso, e se alcune sostanze possono essere irritanti, ecco che sono “compensate” da altre con azione opposta (in questo caso i tannini).

Sai come si chiama questo principio? Si chiama Sinergia!

Agendo in sinergia fra loro, i principi attivi contenuti nella droga della pianta officinale, hanno un’azione efficace ma dolce, quasi completamente priva di effetti collaterali!

La sinergia cambia l’effetto di un solo principio attivo, perché esso è affiancato da altri che ne potenziano o ne mitigano l’azione.

Il Mondo Vegetale è affascinante, non credi?

Ecco perché 1+1 è diverso da 2.

Quando agiscono in sinergia, il principi attivi di ogni pianta hanno un’azione che non è la somma delle parti, ma una risultante unica e inimitabile. E sto parlando di un’unica pianta! Quando vengono associate più piante, ognuna con il suo mix di principi attivi, pensa a come diventa complicato prevederne gli effetti…pensa ad una tisana!

Te ne parlo nel prossimo articolo…continua a seguirmi!

 

 

 

 

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